Monday 31 august 2009
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14:49

La signora che ci ha regalato la trottola-origami di Hello Kitty e quella che ci ha
insegnato ha fare l´origami di un animale misterioso.
Oto-san, che ha riso di noi quando gli abbiamo detto che andavamo a nuotare in mare.
La coppia che sperimentava la tintura con l´indaco e ci ha detto con simpatia (o pena?) "Italy is very very far."
Le signore che suonavano il saminsen bevendo il té.
Il bigliettaio del tempio che si sentiva piú solo di noi e aveva voglia di chiacchierare.
Il ragazzo del caffé di Oboke che d´inverno scia e fa omini con le perline.
Il papá che tirava la palla al suo figlio piú grande nel cortile del tempio.
Le vecchiette, letteralmente piegate in due dal lavoro nelle risaie.
I giapponesi che ascoltano il raggae e cucinano piatti indiani.
Le bambine d Hiwasa che ci salutavano e ridevano (di noi?).
I lavoratori stradali, enorme categoria di lavoratori giapponesi che include coloro che segnalano i lavori con bandiere bianche e rosse e abbiagliamento da Power Ranger.
Gli edili, che sono sempre in pausa e qualche volta giocano anche a cricket.
Le signore con i guanti, il cappello e la mascherina che dormono in treno e quelle con la gonna a fiori e le camicie da figlie dei fiori che vanno in bicicletta.
I pellegrini dello Shikoku, quelli solitari a piedi e quelli in gruppo con l´autobus.
Il cameriere (o cameriera, non siamo riusciti a capirlo) che ci ha aiutato a mangiare il primo nostro pasto giapponese vegetariano (l´ultimo giorno di viaggio).
Gli sfigati che lavorano come impiegati a Front desk dei Toyoko Inn, compreso l´imbranato che ci ha fatto parcheggiare nella seggiovia per automobili.
I bambini che prendevano a pallonate le finestre della scuola.
Il nonno con suo nipote, sul primo treno ad Osaka.
Le mandrie di surfisti e i truzzoni di Osaka.